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	<title>Blog Velosystem</title>
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	<description>Bike fitting centers</description>
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		<title>VINCERE LA PROPRIA NOVE COLLI</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 08:23:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Fagioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[Io, ciclista]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni ciclista, cicloturista o professionista che sia, possiede un potenziale di performance che difficilmente viene utilizzato nella sua totalità ovvero al 100%. <a href="http://blog.velosystem.com/io-ciclista/vincere-la-propria-nove-colli/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">Ogni ciclista, cicloturista o professionista che sia, possiede un potenziale di performance che difficilmente viene utilizzato nella sua totalità ovvero al 100%. Gli elementi che condizionano lo sfruttamento delle proprie potenzialità sono diversi: allenamento, alimentazione, capacità tecniche, capacità tattiche, condotta mentale, caratteristiche tecnologiche del mezzo e assetto biomeccanico sulla bicicletta.</div>
<div id="_mcePaste">L’ottimizzazione di ognuno di questi fattori offre un contributo alla performance personale.</div>
<div id="_mcePaste">L’allenamento costruito nei mesi precedenti deve aver dosato quantitativamente e qualitativamente carichi allenanti e giusto recupero, modulati con il proprio stile di vita e impegni personali.</div>
<div id="_mcePaste">L’alimentazione deve assecondare le esigenze del corpo in termini di apporto di nutrienti fino al giorno precedente la partenza ed accompagnare la gara con alimenti liquidi e solidi già testati in precedenza in fatto di digeribilità e apporto energetico.</div>
<div id="_mcePaste">La bicicletta e le sue regolazioni, infine devono sempre assecondare le nostre caratteristiche fisiche di ciclista, in fatto di geometria e dimensioni, componentistica e regolazioni di assetto; questi ultimi elementi in particolare consentono a ogni granfondista di raccogliere una fetta importante del proprio potenziale di performance.</div>
<div id="_mcePaste">Le capacità tecniche e tattiche sono legate all’esperienza e alla propria cultura ciclistica, nonché alla propria condizione atletica, ma in linea generale il loro riferimento costante consiste nello sfruttare al  meglio le caratteristiche del mezzo e della corsa in ogni frangente del percorso.</div>
<div id="_mcePaste">Lo stesso dicasi per la condotta mentale che in base ai propri obiettivi, competitivi o non, deve evitare di subire le situazioni difficili della granfondo e contribuire al loro superamento positivo.</div>
<div id="_mcePaste">Ogni evento importante richiede, dunque, una preparazione che parte da lontano dedicata a ottimizzare a 360° ogni singolo aspetto della “macchina uomo” e della “macchina bicicletta” e della loro interazione.</div>
<div id="_mcePaste">Vi sono, poi, accorgimenti da seguire nei giorni precedenti e durante la granfondo capaci di dare un contributo importante alla performance.</div>
<div id="_mcePaste"><span style="color: #ff0000;">Allenamento</span></div>
<div id="_mcePaste">La settimana che precede la granfondo deve essere di scarico ovvero quantità ridotta e intensità elevate solo a tratti e fino a tre ciorni prima dell’evento. Il giorno precedente pedalata allegra di una o due ore per una ossigenazione e una conferma del tono di tutta la muscolatura.</div>
<div id="_mcePaste"><span style="color: #ff0000;">Alimentazione</span></div>
<div id="_mcePaste">L’alimentazione nell’ultima settimana deve essere quella corretta già utilizzata nei mesi precedenti. Il giorno prima della gara può essere aumentata la quota carboidrati per i ciclisti attenti al bilanciamento proteine carboidrati. Il pasto precedente la partenza deve essere consumato almeno un’ora prima, ottimale due, e deve essere bilanciato  e e deve evitare l’eccedere nella quantità. Gli alimenti contenuti devono essere stati già testati nella loro digeribilità. A questo proposito attenzione ai latticini nel giorno e nel pasto precedenti la granfondo in quanto lattosio (zucchero del latte) e caseina (proteina del late) risultano a molti indigesti.</div>
<div id="_mcePaste">Durante la corsa costante idratazione ogni 15-20 minuti con bevanda isotonica a base di destrosio, fruttosio, maltodestrine e sali di sodio, potazzio e magnesio; come alimenti solidi frutta essiccata, panini, o barrette con digeribilità già testata.</div>
<div id="_mcePaste"><span style="color: #ff0000;">Bicicletta</span></div>
<div id="_mcePaste">Verificare e lubrificare tutto il sistema di trasmissione e cambio; utilizzare le ruote più adatte al percorso (nove colli basso, medio profilo); verificare la pressione delle ruote portandole ai valori suggeriti dal produttore (verificare il kit riparazione); verificare il sistema frenante.</div>
<div id="_mcePaste"><span style="color: #ff0000;">Regolazioni</span></div>
<div id="_mcePaste">Tacchette delle scarpe integre e viti serrate, sella integra e regolata nei parametri ideali con viti serrate. Nastro manubrio possibilmente nuovo e leve freno sul prolungamento orizzontale della parte dritta del manubrio al fine di evitare tensioni a polso e spalla.</div>
<div id="_mcePaste"><span style="color: #ff0000;">Tecnica e tattica</span></div>
<div id="_mcePaste">La tecnica e la tattica devono essere preparate attraverso lo studio del percorso e  essere mediate con la propria condizione e le proprie caratteristiche. Gli elementi fondamentali per la granfondo: sono ritmo  di pedalata agile in ogni fase del percorso e sfruttare le scie migliori nei tratti pianeggianti evitando di stare troppo tempo scoperti o soli.</div>
<div id="_mcePaste"><span style="color: #ff0000;">Condotta mentale</span></div>
<div id="_mcePaste">Due suggerimenti: 1) scomporre il percorso in obiettivi intermedi (es. ogni colle dei 9 o ogni singolo scollinamento o nei momenti più difficili ogni singolo tornante; 2) visualizzare il loro superamento gioendone interiormente.</div>
<div id="_mcePaste">La granfondo è un evento appassionante per ogni ciclista e l’importante per ognuno non è partecipare ma è vincere la propria sfida.</div>
<div id="_mcePaste">Anche la velocità media di percorrenza, essendo relativa a quel tracciato non è comparabile con le proprie prestazioni su altre granfondo.</div>
<div id="_mcePaste">Ogni partecipante ad una granfondo sa benissimo che la persona ad essere sfidata, prima ancora dell’amico o del competitore di turno, è se stesso.</div>
<div id="_mcePaste">Il primo parametro di riferimento è la posizione di arrivo ma, poi, la ricerca del valore oggettivo della prestazione porta valutare il tempo totale impiegato e la velocità media utilizzate a percorrere il tracciato.</div>
<div id="_mcePaste">Tempo totale e velocità media di percorrenza sono parametri facilmente reperibili, ma, per contro, sono comparabili esclusivamente con un determinato percorso di granfondo. Nel caso della prima partecipazione il confronto è con i tempi e le velocità degli altri partecipanti, mentre dalla seconda partecipazione in poi il confronto diventa anche con la propria prestazione.</div>
<div id="_mcePaste">Altra considerazione; tempo totale e velocità media diverse su uno stesso percorso, non sempre corrispondono oggettivamente a una diversa prestazione personale.</div>
<div id="_mcePaste">Prendiamo, ad esempio, la tua partecipazione alla Nove Colli nell’anno X e nell’anno Y:</div>
<div id="_mcePaste">nell’anno X hai partecipato in una giornata con buone condizioni atmosferiche e vento debole e nel tratto pianeggiante finale non hai trovato un bel “treno” veloce di ciclisti;  il tuo tempo totale e la velocità media sono state xx:xx:xx  xx/km.</div>
<div id="_mcePaste">nell’anno Y hai partecipato in una giornata con buone condizioni atmosferiche avverse e vento forte e nel tratto pianeggiante finale non hai trovato la collaborazione di altri ciclisti nel sostenere l’andatura;  il tuo tempo totale e la velocità media sono state xx:xx:xx  xx/km.</div>
<div id="_mcePaste">La tua prestazione su questi parametri è risultata inferiore; ma&#8230;&#8230;??</div>
<div id="_mcePaste">La tua energia media espressa potrebbe essere stata superiore nell’anno Y? In teoria si &#8230;. ma come fare per misurarla?</div>
<div id="_mcePaste">Da alcuni anni è possibile equipaggiare la bicicletta con un sistema di misurazione della potenza. I sistemi elettronici attualmente presenti sul mercato sono alloggiabili o sulla guarnitura, o sulla pedivella, o sul mozzo posteriore in base al prodotto commerciale che si decide di acquistare.</div>
<div id="_mcePaste">I misuratori di potenza permettono di rilevare i valori di potenza media e massima espressi affiancandoli ai valori di tempo, velocità, ritmo di pedalata, frequenza cardiaca, chilocalorie pendenza, altitudine.</div>
<div id="_mcePaste">La potenza è la misura dell’energia espressa nella pedalata ovvero il lavoro espresso in un tempo definito secondo la formula: Potenza = Lavoro : Tempo = Joule : sec = watt. L’unità di misura del lavoro è infatti il Joule, che trasformato nell’unità di tempo e quindi in Potenza trasforma l’espressione in watt.</div>
<div id="_mcePaste">Per un ciclista, quindi, la Potenza è rappresentata dal lavoro svolto per superare tutte le resistenze che si oppongono all’avanzamento (resistenza aerodinamica, attriti ruota, gravità-pendenza, vento contrario ecc.) mentre il tempo è quello compiuto per eseguire un ciclo completo di pedalata; quest’ultimo è inversamente proporzionale alla  velocità intesa come velocità angolare nel movimento della pedalata (ovvero rpm, ritmo pedalata al minuto). Per questo motivo la potenza espressa dal ciclista può essere ottenuta con la seguente formula: Potenza del ciclista = Spinta sul Pedale (entità) x Cadenza Pedalata (rpm). L’aumento di potenza della pedalata può, quindi, essere ottenuto o con un aumento della spinta sul pedale o con un aumento del ritmo di pedalata.</div>
<div id="_mcePaste">La misurazione della potenza media espressa nella Novecolli permette di comparare tale valore con quello espresso nell’anno precedente o con quello espresso in un’altra granfondo in ogni periodo desiderato. In sostanza rappresenta la misurazione oggettiva della propria prestazione.</div>
<div id="_mcePaste">Nella valutazione della prestazione e nella guida e nel controllo dell’allenamento, la misurazione della potenza rappresenta il riferimento oggettivo più affidabile ora disponibile per ogni granfondista&#8230;&#8230; uno stimolo in più per il nostro divertimento.</div>
<div id="_mcePaste">Quale sarà la tua potenza media nella granfondo di quest’anno?</div>
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		<title>Anche Davide Viganò del Team Lampre sceglie SOLEVELO&#8217;</title>
		<link>http://blog.velosystem.com/news/anche-davide-vigano-del-team-lampre-sceglie-solevelo/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 13:46:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Venturi</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche Davide Viganò, corridore professionista World Tour quest'anno in forze all'italianissima Lampre, ha scelto di correre indossando SOLEVELO' <a href="http://blog.velosystem.com/news/anche-davide-vigano-del-team-lampre-sceglie-solevelo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche Davide Viganò, corridore professionista World Tour quest&#8217;anno in forze all&#8217;italianissima Lampre, ha scelto di correre indossando SOLEVELO&#8217;, le innovoative solette ergonomiche fiore all&#8217; occhiello della ricerca Velosystem. Presso il Centro 2 Ruote Biomeccanica di Monza Brianza e sotto l&#8217;attenta guida del tecnico Renato Rotunno, Viganò ha quindi deciso di affidarsi a questo prodotto per garantirsi il massimo comfort e la massima espressione della propria performance.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-716" href="http://blog.velosystem.com/news/anche-davide-vigano-del-team-lampre-sceglie-solevelo/attachment/foto/"><img class="aligncenter size-full wp-image-716" title="foto" src="http://blog.velosystem.com/wp-content/uploads/2012/02/foto.jpg" alt="" width="240" height="320" /></a></p>
<p>Solevelò è la soletta ergonomica dedicata a ogni ciclista, nata dalla ricerca Velosystem e realizzata in ogni sua parte in Italia.<br />
La struttura di Solevelò è costituita da strati di materiale termoformabili di diverso grado di resistenza meccanica e da inserti specifici in materiale assorbente e fibra di carbonio , con un rivestimento in alcantara sulla superficie di contatto con il piede.</p>
<p>Scegliete Solevelò&#8230;la scelta dei professionisti !</p>
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		<title>La distanza sella manubrio</title>
		<link>http://blog.velosystem.com/biomeccanica/706/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 17:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Fagioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biomeccanica]]></category>

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		<description><![CDATA[La distanza sella manubrio è il parametro che determina e modifica l&#8217;inclinazione del busto e la distensione delle braccia in avanti, condizionando l&#8217;altezza della figura del ciclista e il suo l&#8217;ingombro frontale. La misura della distanza sella manubrio si effettua &#8230; <a href="http://blog.velosystem.com/biomeccanica/706/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">La distanza sella manubrio è il parametro che determina e modifica l&#8217;inclinazione del busto e la distensione delle braccia in avanti, condizionando l&#8217;altezza della figura del ciclista e il suo l&#8217;ingombro frontale.</div>
<div id="_mcePaste">La misura della distanza sella manubrio si effettua dalla sella (es. punta sella, punto 12, parte posteriore ecc.) a un punto di appoggio sul manubrio.Il riferimento di misura varia in funzione della specialità e quindi del punto di appoggio del ciclista sul manubrio.</div>
<div id="_mcePaste">Nell’assetto strada i valori di distanza sella manubrio che potremmo considerare sono 3 :sella-centro manubrio, sella-curva manubrio e sella &#8211; leva freno anche se la più importante di queste è quella di più frequente utilizzo la distanza sella leva-freno.</div>
<div id="_mcePaste">Nell’assetto crono l’appoggio di riferimento per la distanza sella manubrio è rappresentato dal supporto per l’appoggio gomito e solo secondariamente dalla impugnatura laterale.</div>
<div id="_mcePaste">Nella bicicletta da MTB, l’appoggio di riferimento è rappresentato dalla manobola e la misura di tale distanza viene effettuata dalla sella al centro della manopola nel suo margine superiore.</div>
<div id="_mcePaste">La misurazione e la regolazione della distanza sella manubrio si può realizzare con strumenti semplici facilmente reperibili. Quelli che consigliamo sono rappresentati dal metro a stecche e dal calibro telescopico.</div>
<div><a rel="attachment wp-att-707" href="http://blog.velosystem.com/biomeccanica/706/attachment/distanza-sella-manubrio-01/"><img class="aligncenter size-full wp-image-707" title="distanza sella manubrio 01" src="http://blog.velosystem.com/wp-content/uploads/2012/01/distanza-sella-manubrio-01.jpg" alt="" width="547" height="155" /></a></div>
<div>La distanza sella manubrio è correlata meccanicamente all’arretramento sella che però ha priorità di regolazione. L’arretramento sella, assieme all’altezza sella, infatti, definisce l’efficienza della pedalata¸ e non deve essere modificata allo scopo di correggere la distanza sella manubrio. La regolazione della distanza sella manubrio deve essere attuata solo dopo aver definito la posizione sella intervenendo sul manubrio attraverso attacco manubrio, regolazioni e posizionamento delle leve, scelta del reach del manubrio.</div>
<div>
<div>Gli obiettivi biomeccanici perseguiti con la regolazione della distanza sella manubrio sono essenzialmente 3:</div>
<div>- posizionare il baricentro corporeo al fine di supportare l’azione di spinta sui pedali;</div>
<div>definire l&#8217;altezza della figura del ciclista e il suo l&#8217;ingombro frontale in funzione della penetrazione aerodinamica;</div>
<div>favorire una distribuzione equilibrata dei baricentri.</div>
<div>Gli elementi anatomici che definiscono la regolazione della distanza del manubrio sono la lunghezza del tronco e la lunghezza delle braccia a cui si aggiunge un parametro funzionale costituito dalla flessibilità della colonna vertebrale. In termini pratici la distanza sella manubrio viene definita dalla lunghezza tronco parametrata alla sua flessibilità, sommata alla lunghezza delle braccia sono.</div>
<div>La definizione della distanza sella manubrio ideale può avvenire attraverso diverse modalità. L’affidabilità e la validità di questi metodi è correlata all’oggettività dei parametri in funzione di comfort ed efficienza.</div>
<div>I metodi empirici sono rappresentati dal metodo “a sensazione” con verifica diretta attuata dal ciclista, delle sensazioni personali rispetto ai tentativi spostamento dell’impugnatura, e dal metodo “estetico aerodinamico” basato su canoni di riferimento visivo non codificati ufficialmente di una persona che osserva dall’esterno spesso in contrasto con le senzazioni del ciclista</div>
<div>Vi è poi il metodo “antropometrico statistico” , basato sulla misurazione di lunghezza tronco, lunghezza braccio, e flessibilità con elaborazione dei parametri in funzione di formule o di tabelle si queste, solo poche derivano da un reale e serio studio statistico.</div>
<div>Il metodo dell’analisi angolare costituisce un approccio tecnologicamente evoluto in grado di avvicinare il parametro ad una personalizzazione ideale.</div>
<div>Gli angoli che permettono di oggettivare la distanza sella manubrio ideale sono due:</div>
<div>angolo di flessione del tratto lombo sacrale rispetto all’orizzontale;</div>
<div>angolo di flessione alla spalla fra tronco e braccio;</div>
<div>In caso di sovrappeso, o di limitazione della flessibilità lombo sacrale il range di flessione del tratto lombo sacrale si sposta può condizionare sensibilmente il valore di distanza sella manubrio ideale.</div>
<div>Il metodo più efficace nel definire la distanza sella manubrio, è rappresentato del “test dinamico dinamometrico” di solito affiancato anche dalla videoanalisi angolare. Con questo metodo il ciclista pedalando su un ciclosimultore biomeccanico subisce delle le variazioni della distanza sella manubrio attuate durante la pedalata e verificate in tempo reale con il monitoraggio costante dei parametri di efficienza.</div>
<div>In tutti i metodi elencati  in questa rubrica, la definizione della posizione del manubrio in altezza e in distanza rispetto alla sella deve sempre perseguire e non compromettere un rapporto equilibrato fra assetto aerodinamico (o bilanciamento dei pesi in MTB) ed efficienza biomeccanica di spinta sui pedali, posizione crono compresa.</div>
</div>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
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		</item>
		<item>
		<title>La scelta del manubrio</title>
		<link>http://blog.velosystem.com/biomeccanica/la-scelta-del-manubrio/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 11:03:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Rotunno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biomeccanica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il manubrio rappresenta uno dei tre elementi, oltre a sella e pedali, attraverso cui il ciclista entra in contatto con la bicicletta. <a href="http://blog.velosystem.com/biomeccanica/la-scelta-del-manubrio/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">Il manubrio rappresenta uno dei tre elementi, oltre a sella e pedali, attraverso cui il ciclista entra in contatto con la bicicletta. La sua scelta è legata anche all’importanza delle funzioni a cui assolve: controllo del mezzo di supporto dei comandi (freno e cambio) di supporto della parte superiore del corpo (busto e braccia) supporto del computer.</div>
<div id="_mcePaste">In particolare, le dimensioni e la forma del manubrio sono parametri che meritano di essere attentamente valutati prima di effettuare la scelta.</div>
<div id="_mcePaste">Il manubrio di una bici da strada per la sua particolare forma viene definito anche “piega manubrio” o “curva manubrio” si caratterizza per tre dimensioni: larghezza, “reach” o avanzamento e “drop” o caduta.</div>
<div id="_mcePaste">La larghezza del manubrio è data dalla distanza esistente fra le parti inferiori destra e sinistra del tubo rilevabile in due modi:</div>
<div id="_mcePaste">1) da centro a centro dei due tubi (misura A);</div>
<div id="_mcePaste">2) da esterno a esterno dei tubi (misura B).</div>
<div id="_mcePaste">Normalmente la differenza in centimetri fra la misura esterno/esterno e la misura centro/centro varia da 2 cm a 2,5 cm in funzione del diametro del tubo utilizzato.</div>
<div id="_mcePaste">La tabella di conversione che qui presentiamo si riferisce alle misure di manubrio presenti in commercio:</div>
<div><a rel="attachment wp-att-703" href="http://blog.velosystem.com/biomeccanica/la-scelta-del-manubrio/attachment/larghezza-manubrio-01/"><img class="aligncenter size-full wp-image-703" title="larghezza manubrio 01" src="http://blog.velosystem.com/wp-content/uploads/2011/12/larghezza-manubrio-01.jpg" alt="" width="572" height="129" /></a></div>
<div id="_mcePaste">La larghezza del manubrio deve essere adeguata alla larghezza delle spalle del ciclista. Più precisamente la misura centro/centro del manubrio deve coincidere con la larghezza delle spalle misurate da articolazione destra a quella sinistra.</div>
<div id="_mcePaste">La relazione esistente fra larghezza spalle e larghezza manubrio è giustificata dalla necessità di permettere alle tre articolazioni (polso, gomito e spalla) di assolvere alla funzione di controllo e di sostegno in modo bilanciato ed equilibrato con un valore di tensioni ridotto.</div>
<div id="_mcePaste">L’avanzamento della curva manubrio o “reach” costituisce un parametro molto importante ai fini della posizione in sella. Il “reach” infatti condiziona sia la lunghezza della posizione sulle leve freno e sia la posizione bassa sul manubrio.</div>
<div id="_mcePaste">A fronte di un valore medio di profondità manubrio di 90 mm (misura centro/centro) si può trovare una differenza fra i modelli più profondi e quelli meno profondi di 10-15 mm.</div>
<div id="_mcePaste">Ciò significa che l’estrema attenzione che viene rivolta alla scelta della lunghezza del telaio e dell’attacco manubrio deve essere rivolta anche alla scelta delle dimensioni del manubrio.</div>
<div id="_mcePaste">La caduta della curva o “drop” assume una notevole importanza relativamente all’adozione dell’impugnatura bassa sul manubrio. Anche per questo parametro, come nel caso del “reach”, vi è una sensibile differenza fra i modelli più alti e quelli più bassi; l’entità è di circa 20 mm. I valori di “drop” delle curve manubrio variano infatti da 120 mm e 150 mm (misura centro/centro) con un valore medio di 135 mm. Questa dimensione del manubrio deve perciò essere presa in attenta considerazione al fine della regolazione dell’attacco manubrio in altezza, e quindi dello scarto sella-manubrio.</div>
<div id="_mcePaste">La diffusione della tipologia di manubrio compatta con valori di “reach” e “drop” contenuti rispettivamente a 70-80mm e 115-125mm ha modificato sensibilmente le distanze delle impugnature al manubrio con conseguente necessità di modificare, anche in modo importante, l’entità delle regolazioni di scarto sella manubrio (altezza del manubrio) e di distanza sella manubrio.</div>
<div id="_mcePaste">In particolare la tipologia compatta di manubrio ha favorito un aumento dello scarto sella manubrio, manubrio più basso, a causa dell’avvicinamento della impugnatura sulla curva (drop ridotto), e un leggero aumento della lunghezza della pipa, dettato dall’avvicinamento della impugnatura alla leva (reach ridotto).</div>
<div><a rel="attachment wp-att-704" href="http://blog.velosystem.com/biomeccanica/la-scelta-del-manubrio/attachment/larghezza-manubrio-02/"><img class="aligncenter size-full wp-image-704" title="larghezza manubrio 02" src="http://blog.velosystem.com/wp-content/uploads/2011/12/larghezza-manubrio-02.jpg" alt="" width="577" height="99" /></a></div>
<div id="_mcePaste">Fig.1 Le tre tipologie di curva manubrio strada oggi presenti sul mercato</div>
<div id="_mcePaste">Ad oggi  sul mercato si trovano disponibili tre tipologie di curva manubrio: classica, ergonomica, e compatta; è importante cogliere di ognuna gli specifici aspetti tecnici al fine di ottimizzare la scelta e adeguare correttamente le regolazioni in funzione di comfort e aerodinamica.</div>
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		<title>Sella: ad ogni ciclista la propria</title>
		<link>http://blog.velosystem.com/biomeccanica/sella-ad-ogni-ciclista-la-propria/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 14:14:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Fagioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biomeccanica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.velosystem.com/?p=696</guid>
		<description><![CDATA[La qualità dell’appoggio sulla sella è di fondamentale importanza per ogni ciclista sia per motivvazioni di comfort che di efficienza. <a href="http://blog.velosystem.com/biomeccanica/sella-ad-ogni-ciclista-la-propria/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">La qualità dell’appoggio sulla sella è di fondamentale importanza per ogni ciclista sia per motivvazioni di comfort che di efficienza. Le selle attualmente sul mercato offrono uno standard qualitativo ed ergonomico più elevato rispetto al recente passato.  Ciò nonostante non sempre la schelta ricade sul modello più appropriato alle proprie esigenze.</div>
<div id="_mcePaste">Obiettivo del presente articolo, è quello di indirizzare il ciclista verso un acquisto più razionale e consapevole della propria sella ideale.</div>
<div id="_mcePaste">Il primo elemento da esaminare al fine di comprendere come orientarsi nella scelta della sella è la struttura del bacino, ovvero il gruppo osseo portante della seduta.</div>
<div id="_mcePaste">Essendo oggi il ciclismo non più esclusiva pertinenza del settore maschile della popolazione, analizziamo le due strutture del bacino le quali  si differenziano sostanzialmente in funzione della diversa collocazione dell’apparato genitale riproduttivo, esterna nell’uomo e organi interni nella donna.</div>
<div id="_mcePaste">Il bacino dell’uomo possiede una forma più stretta con una forma inferiore a V rovesciata, molto verticale (50-60°) allo scopo di a permettere il passaggio delle due arterie e vene pudende e del nervo pudendo.</div>
<div id="_mcePaste"><em>Figura 1 Struttura scheletrica del bacino dell’uomo e della donna. Imm. tratte ed elaborate dal sito www.bycycleinc.com</em></div>
<div></div>
<div><a rel="attachment wp-att-697" href="http://blog.velosystem.com/biomeccanica/sella-ad-ogni-ciclista-la-propria/attachment/scelta-sella-01/"><img class="aligncenter size-full wp-image-697" title="scelta sella 01" src="http://blog.velosystem.com/wp-content/uploads/2011/12/scelta-sella-01.jpg" alt="" width="591" height="218" /></a></div>
<div></div>
<div id="_mcePaste">Il bacino della donna presenta una forma in generale più larga con un’arcata inferiore lieve sufficiente per lasciare spazio ai tessuti molli della zona genitale.</div>
<div id="_mcePaste">Il punto chiave nella scelta della sella è quello di individuare la dimensione e la forma che permettono il migliore appoggio delle tuberosità ischiatiche, liberando la compressione dei tessuti molli centrali.</div>
<div id="_mcePaste">La scelta di una sella non ideale alla propria struttura determina nella donna Una sella non ideale</div>
<div id="_mcePaste">Nella donna il tessuto molle del “pavimento pelvico” è costituito dalla struttura vaginale che può essere esposta a irritazione da pressione e sfregamento.</div>
<div id="_mcePaste">Nell’uomo la pressione eccessiva sul tessuto molle può causare di riduzione di flusso arterioso e venoso e parestesie da interruzione della trasmissione nervosa nel triangolo urogenitale.</div>
<div id="_mcePaste">L’obiettivo generale di una buona sella e della sua ottimale regolazione è quello di favorire l’appoggio sulle tuberosità ischiatiche e sul primo tratto del ramo ischiopubico, e di ridurre la compressione a carico dei tessuti molli all’apice del triangolo.</div>
<div id="_mcePaste">Sia nell’uomo che nella donna, il bacino si rapporta con la sella sul perimetro inferiore,  e più precisamente all’apice delle tuberosità ischiatiche, a busto eretto e a convergere sulla parte anteriore ovvero la sinfisi pubica a busto flesso in impugnatura bassa. L’andamento dell’appoggio del bacino ai vari gradi di flessione del busto è  come se tracciasse  una V con l’apice in punta. In questo senso la forma classica  a triangolo della sella trova una relazione anatomica abbastanza coincidente.</div>
<div id="_mcePaste">Sulla base di quanto detto a senso parlare di un tipo di sella più adatta al sesso maschile ed un’altra invece più adatta a quelle di sesso femminile.</div>
<div id="_mcePaste">La larghezza della sella maschile può variare da 120mm nel punto di massima larghezza fino a 155mm, mentre la larghezza della sella femminile può variare da 140 a 175 mm.</div>
<div id="_mcePaste">La forma della sella, infine deve essere piana così da permettere un buon appoggio del bacino</div>
<div id="_mcePaste">La presenza di un materiale morbido al centro o di un foro centrale contribuisce a ridurre le sollecitazioni sul tessuto molle  ma deve rappresentare l’elemento principale nella scelta della sella ideale.</div>
<div id="_mcePaste">Al momento della scelta della sella ogni ciclista dovrebbe conoscere la larghezza del proprio appoggio ischiatico rilevato tramite una apposita misurazione.</div>
<div id="_mcePaste">Tale misurazione, può essere effettuata in modo semplice presso centri di biomeccanica dotati di appositi strumenti e metodi di misura.</div>
<div id="_mcePaste">Velosystem dopo avere realizzato nel 2007, in collaborazione con la Loran Engineering un apposito sellino a sensori di pressione, ha elaborato, tramite una apposita ricerca su un campione di oltre 500 ciclisti, un semplice metodo di misurazione dell’appoggio ischiatico, di facile esecuzione e di immediata  risposta circa il modello ideale per le proprie caratteristiche anatomiche.</div>
<div></div>
<div id="_mcePaste"><em>Figura 2 Analisi sistemi elettronici barocettori</em></div>
<div></div>
<div><a rel="attachment wp-att-698" href="http://blog.velosystem.com/biomeccanica/sella-ad-ogni-ciclista-la-propria/attachment/scelta-sella-02/"><img class="aligncenter size-full wp-image-698" title="scelta sella 02" src="http://blog.velosystem.com/wp-content/uploads/2011/12/scelta-sella-02.jpg" alt="" width="518" height="227" /></a></div>
<div><em>2a Analisi  delle pressioni di appoggio ischiatico su pedana barometrica (Barocheckvelò)</em></div>
<div id="_mcePaste"><em>2b Videata  analisi  pressioni di appoggio sulla sella durante la pedalata .</em></div>
<div id="_mcePaste"><em>Fonte Velosystem®</em></div>
<div></div>
<div><em><br />
</em></div>
<div id="_mcePaste">La larghezza dell’appoggio ischiatico, assieme ad altri parametri di correzione, permette di risalire alla larghezza ideale della propria sella.</div>
<div id="_mcePaste">Ogni azienda produttrice di selle indica nella scheda tecnica del prodotto la larghezza massima.</div>
<div id="_mcePaste">Così come avviene per l’acquisto di una scarpa, occorre individuare come primo elemento il numero o la misura, in questo caso la larghezza della sella e sucessivamente la forma più confortevole, magari provando la sella stessa anche per pochi minuti.</div>
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		<title>La Regolazione delle Tacchette</title>
		<link>http://blog.velosystem.com/biomeccanica/la-regolazione-delle-tacchette/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 11:05:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vladimir Smirnov</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biomeccanica]]></category>
		<category><![CDATA[Posizionamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Il posizionamento delle tacchette nelle scarpe è una operazione fondamentale per l’efficienza e il comfort della pedalata e alla base della costruzione dell’intero assetto biomeccanico. La posizione di scarpa e piede rispetto all’asse del pedale definisce e condiziona: la qualità &#8230; <a href="http://blog.velosystem.com/biomeccanica/la-regolazione-delle-tacchette/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"></div>
<div id="_mcePaste">Il posizionamento delle tacchette nelle scarpe è una operazione fondamentale per l’efficienza e il comfort della pedalata e alla base della costruzione dell’intero assetto biomeccanico.</div>
<div id="_mcePaste">La posizione di scarpa e piede rispetto all’asse del pedale definisce e condiziona: la qualità della trasmissione della spinta sul pedale, la qualità dell’azione di piede, caviglia e ginocchio e la posizione di altezza e arretramento della sella.</div>
<div id="_mcePaste">I parametri di regolazione delle tacchette sono, per quasi tutti i sistemi tacchetta-pedale, in tre direzioni:</div>
<div id="_mcePaste">antero-posteriore (avanti verso la punta o indietro verso il tallone);</div>
<div id="_mcePaste">interno-esterno (rispetto all’asse longitudinale del piede);</div>
<div id="_mcePaste">rotazione interna e rotazione esterna.</div>
<div id="_mcePaste">La regolazione antero posteriore deve permettere al piede di posizionarsi con la base delle dita (linea delle teste metatarsali) sopra allasse del pedale; ciò permette di sfruttare la predisposizione fisiologica a imprimere la spinta su tale zona come avviene nel cammino e nella corsa.</div>
<div id="_mcePaste">Tale regolazione è classicamente eseguita in funzione di tabelle riferite alla dimensione della scarpa o in funzione di metodi di individuazione della base dell’alluce (prima testa metatarsale). Dei due sistemi è preferibile il secondo, ovvero quello di collegare la regolazione antero posteriore alla posizione della linea metatarsale di ogni piede che, spesso, può risultare non simmetrica e quindi diversa fra piede destro e sinistro.</div>
<div id="_mcePaste">Una volta definita la posizione della linea metatarsale, la procedura più frequente è quella di riferire la misura di regolazione alla punta della scarpa (a livello suola).</div>
<div id="_mcePaste">Un metodo alternativo e , a nostro avviso, più corretto, consiste nel riferire tale regolazione alla parte posteriore della scarpa (tallone a livello tomaia); ciò in quanto l’unico modo di calzare la scarpa capace di garantire la maggior stabilità del piede è quello di serrare l’allacciatura con il tallone del piede in appoggio con il tallone della scarpa.</div>
<div id="_mcePaste">La regolazione interno-esterno, idealmente dovrebbe garantire la sovrapposizione fra asse mediano della scarpa (e in teoria del piede) e centro del pedale. Rispetto a questo riferimento teorico spesso si è costretti a strappi alla regola in funzione dell’eventuale contatto del piede nella pedivella o nel forcellino posteriore della bicicletta in alcune fasi della pedalata. In relazione a questo aspetto, il posizionamento interno-esterno della tacchetta non è disgiunto dal cosiddetto fattore Q del pedale, ovvero dalla distanza fra pedivella e centro pedale che, nei pedali attualmente in commercio, varia da 51 a 55 mm.</div>
<div id="_mcePaste">La regolazione in rotazione della tacchetta è collegata con l’assetto posturale dell’arto inferiore e in particolare con l’allineamento degli assi articolari di caviglia e ginocchio.</div>
<div id="_mcePaste">Tale regolazione, quindi, deve essere preceduta da una analisi della struttura della gamba con particolare riferimento alla posizione degli assi articolari. La rotazione interna o esterna consentita dalle tacchette è di circa 10° in interno o esterno intendendo come posizione 0° quella in cui l’asse longitudinale mediano della tacchetta è sovrapposto o parallelo con l’asse longitudinale mediano della scarpa.</div>
<div id="_mcePaste">Una corretta regolazione in rotazione della tacchetta permette un miglioramento della stabilità frontale di caviglia e ginocchio e della verticalità del secondo rispetto all’asse del pedale. Non solo, spesso una corretta regolazione in rotazione diventa risolutiva in caso di tensioni o problematiche articolari a carico del ginocchio dovute ad un mal posizionamento.</div>
<div id="_mcePaste">La regolazione in rotazione non deve essere effettuata al fine di assecondare atteggiamenti di rotazione del piede causati da dismetrie o da una seduta non centrale collegata a bacino in torsione o a problematiche visive o occlusive. In tutti queste situazioni diventa prioritario il compenso degli squilibri primari.</div>
<div id="_mcePaste">In funzione dei collegamenti fin qui descritti e della frequenza periodica di questa operazione, la regolazione delle tacchette rappresenta il principale intervento biomeccanico alla base di ogni singolo assetto biomeccanico in bicicletta, unico e personalissimo per ogni ciclista.</div>
<div id="_mcePaste">Una regolazione eseguita da tecnici esperti e secondo un metodo ogettivo e scrupoloso rappresenta la soluzione consigliata a ogni pedalatore.</div>
<p>La regolazione delle tacchette di Vladimir Smirnov _Tecnico Velosystem®(Velosystem Genova)<br />
Il posizionamento delle tacchette nelle scarpe è una operazione fondamentale per l’efficienza e il comfort della pedalata e alla base della costruzione dell’intero assetto biomeccanico.La posizione di scarpa e piede rispetto all’asse del pedale definisce e condiziona: la qualità della trasmissione della spinta sul pedale, la qualità dell’azione di piede, caviglia e ginocchio e la posizione di altezza e arretramento della sella.I parametri di regolazione delle tacchette sono, per quasi tutti i sistemi tacchetta-pedale, in tre direzioni: antero-posteriore (avanti verso la punta o indietro verso il tallone);interno-esterno (rispetto all’asse longitudinale del piede);rotazione interna e rotazione esterna.La regolazione antero posteriore deve permettere al piede di posizionarsi con la base delle dita (linea delle teste metatarsali) sopra allasse del pedale; ciò permette di sfruttare la predisposizione fisiologica a imprimere la spinta su tale zona come avviene nel cammino e nella corsa.Tale regolazione è classicamente eseguita in funzione di tabelle riferite alla dimensione della scarpa o in funzione di metodi di individuazione della base dell’alluce (prima testa metatarsale). Dei due sistemi è preferibile il secondo, ovvero quello di collegare la regolazione antero posteriore alla posizione della linea metatarsale di ogni piede che, spesso, può risultare non simmetrica e quindi diversa fra piede destro e sinistro.Una volta definita la posizione della linea metatarsale, la procedura più frequente è quella di riferire la misura di regolazione alla punta della scarpa (a livello suola).Un metodo alternativo e , a nostro avviso, più corretto, consiste nel riferire tale regolazione alla parte posteriore della scarpa (tallone a livello tomaia); ciò in quanto l’unico modo di calzare la scarpa capace di garantire la maggior stabilità del piede è quello di serrare l’allacciatura con il tallone del piede in appoggio con il tallone della scarpa.<br />
La regolazione interno-esterno, idealmente dovrebbe garantire la sovrapposizione fra asse mediano della scarpa (e in teoria del piede) e centro del pedale. Rispetto a questo riferimento teorico spesso si è costretti a strappi alla regola in funzione dell’eventuale contatto del piede nella pedivella o nel forcellino posteriore della bicicletta in alcune fasi della pedalata. In relazione a questo aspetto, il posizionamento interno-esterno della tacchetta non è disgiunto dal cosiddetto fattore Q del pedale, ovvero dalla distanza fra pedivella e centro pedale che, nei pedali attualmente in commercio, varia da 51 a 55 mm.<br />
La regolazione in rotazione della tacchetta è collegata con l’assetto posturale dell’arto inferiore e in particolare con l’allineamento degli assi articolari di caviglia e ginocchio.Tale regolazione, quindi, deve essere preceduta da una analisi della struttura della gamba con particolare riferimento alla posizione degli assi articolari. La rotazione interna o esterna consentita dalle tacchette è di circa 10° in interno o esterno intendendo come posizione 0° quella in cui l’asse longitudinale mediano della tacchetta è sovrapposto o parallelo con l’asse longitudinale mediano della scarpa.Una corretta regolazione in rotazione della tacchetta permette un miglioramento della stabilità frontale di caviglia e ginocchio e della verticalità del secondo rispetto all’asse del pedale. Non solo, spesso una corretta regolazione in rotazione diventa risolutiva in caso di tensioni o problematiche articolari a carico del ginocchio dovute ad un mal posizionamento.La regolazione in rotazione non deve essere effettuata al fine di assecondare atteggiamenti di rotazione del piede causati da dismetrie o da una seduta non centrale collegata a bacino in torsione o a problematiche visive o occlusive. In tutti queste situazioni diventa prioritario il compenso degli squilibri primari.<br />
In funzione dei collegamenti fin qui descritti e della frequenza periodica di questa operazione, la regolazione delle tacchette rappresenta il principale intervento biomeccanico alla base di ogni singolo assetto biomeccanico in bicicletta, unico e personalissimo per ogni ciclista.<br />
Una regolazione eseguita da tecnici esperti e secondo un metodo ogettivo e scrupoloso rappresenta la soluzione consigliata a ogni pedalatore.</p>
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		<title>I PRINCIPI FONDAMENTALI DELL&#8217;ALLENAMENTO</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 16:08:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Fagioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[L’efficacia del programma di allenamento richiede, la conoscenza di quei principi che regolano la durata, la frequenza e l’intensità delle singole sedute, nonché la scelta dei singoli contenuti e la loro distribuzione nel tempo. Ci riferiamo ai principi fondamentali dell’allenamento &#8230; <a href="http://blog.velosystem.com/video/i-principi-fondamentali-dellallenamento/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it-->L’efficacia del programma di allenamento richiede, la conoscenza di quei principi che regolano la durata, la frequenza e l’intensità delle singole sedute, nonché la scelta dei singoli contenuti e la loro distribuzione nel tempo. Ci riferiamo ai principi fondamentali dell’allenamento che hanno l’obiettivo di guidare nel “dosaggio” degli ingredienti dell’allenamento e costituiscono, quindi, le regole fondamentali per la pianificazione e la programmazione dell’allenamento. I principi fondamentali dell’allenamento sono: il Principio della supercompensazione, il Principio della continuità, il Principio della gradualità, il Principio della individualità, il Principio della alternanza.</p>
<p>Solo attraverso la conoscenza ed il rispetto dei principi fondamentali dell’allenamento diventa possibile utilizzare e “amalgamare” fra loro gli ingredienti cioè i contenuti dell’allenamento, i singoli metodi allenanti.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Principio della supercompensazione</span>. Il principio fondamentale dell’allenamento è detto principio della supercompensazione. Qualsiasi carico di lavoro allenante, determina uno stato di affaticamento al quale l’organismo reagisce adattando le proprie funzioni ad un livello di efficienza superiore ; si può dire cioè che l’organismo “supercompensa” lo stimolo.<br />
Tale principio dell’allenamento evidenzia l’importanza della fase di recupero. Proporre un ulteriore carico allenante ancor prima che si sia completata la fase di recupero e quindi la supercompensazione, è controproducente<br />
<span style="color: #ff0000;">Principio della continuità del carico</span>. Allenarsi con continuità nel tempo significa non introdurre pause troppo lunghe all’interno della propria attività allenante. Una amara constatazione per molti sportivi e amanti dell’attività fisica è infatti, l’aver provato quanto sia facile perdere una buona condizione atletica,  e quanto al contrario sia difficile ottenerla. E’ fondamentale non cadere in questo errore soprattutto per coloro che praticano attività out-door. Quando le avverse condizioni atmosferiche e le poche ore di luce costringono a un temporaneo abbandono dell’attività praticata, è consigliabile che questi sportivi si indirizzino verso attività indoor simili o alternative.<br />
<span style="color: #ff0000;">Principio di gradualità del carico</span>. La gradualità del carico dell’allenamento consiste nel sottoporsi ad allenamenti che rispettino un andamento crescente in fatto di intensità. Se all’intensità del primo allenamento diamo un valore 1, il secondo dovrà essere di valore 2 e non 5, e così di seguito. Non rispettare il principio della gradualità si rischia a volte di rallentare il raggiungimento della condizione o addirittura di arrecare dei danni all’organismo.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Principio di individualità del carico</span>. Ogni individuo presenta caratteristiche tecniche ed atletiche che lo rendono unico e solo in parte simile ad altri. Se due persone decidono di allenarsi allo stesso modo e con gli stessi carichi, rischiano, se non dotati di caratteristiche simili, di sottoporsi a carichi di lavoro inadeguati.<br />
L’individualità consiste quindi nel sottoporre l’atleta da un punto di vista qualitativo e quantitativo ai carichi di lavoro personalizzati.<br />
L’uso del cardiofrequenzimetro consente di realizzare al cento per cento questo principio di allenamento.<br />
<span style="color: #ff0000;">Principio di alternanza del carico</span>. Questo principio è importante soprattutto per coloro che si allenano con obiettivi competitivo-agonistici. L’alternanza del tipo carico allenante fra un allenamento e l’altro o all’interno di uno stesso allenamento risponde a delle precise esigenze di adattamento fisiologico del nostro organismo. Se ad esempio ci si allena per due giorni consecutivi sulla forza resistente si rischia di compromettere il lavoro svolto nel primo giorno; il muscolo infatti impiega da 24 a 48 ore per mettere in atto quegli adattamenti che elevano le sue qualità in seguito ad uno stimolo allenante.<!--:--></p>
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		<title>Le Misure Antropometriche del Ciclista per la definizione del Telaio e dell’Assetto</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 16:07:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Fagioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[L’altezza del cavallo è una dimensione che si rileva posizionando il ciclista in piedi con le gambe distese e i piedi paralleli distanti pochi cm fra loro. L’altezza cavallo viene rilevata misurando la distanza perpendicolare che intercorre fra il punto &#8230; <a href="http://blog.velosystem.com/video/le-misure-antropometriche-del-ciclista-per-la-definizione-del-telaio-e-dell%e2%80%99assetto-2/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it-->L’altezza del cavallo è una dimensione che si rileva posizionando il ciclista in piedi con le gambe distese e i piedi paralleli distanti pochi cm fra loro. L’altezza cavallo viene rilevata misurando la distanza perpendicolare che intercorre fra il punto anatomico di appoggio del bacino sulla sella (compreso fra le due gambe) e il suolo nel punto di caduta compreso fra i due piedi.<br />
L’altezza cavallo permette di determinare l’altezza del tubo piantone del telaio e, assieme alla dimensione dei piedi permette di risalire con una buona precisione al valore di altezza ottimale della sella.<br />
La lunghezza del tronco, è la distanza che intercorre fra il punto di appoggio al cavallo e il margine superiore dello sterno compreso fra le due clavicole (fossetta situata appena sotto il pomo d’Adamo).<br />
La lunghezza del tronco è la misura principale che, assieme alla lunghezza delle braccia e alla flessibilità della schiena, determina la dimensione del tubo orizzontale della bicicletta. La lunghezza del tronco, inoltre, sempre in associazione con la lunghezza delle braccia e la flessibilità della schiena, concorre a determinare la distanza sella manubrio.</p>
<p>La misura delle braccia  è la distanza che intercorre fra il centro dell’articolazione della spalla e il centro dell’articolazione del polso.<br />
La lunghezza del braccio, assieme alla lunghezza del tronco e alla flessibilità della schiena, come detto, concorre a determinare la lunghezza del tubo orizzontale. Non solo. La lunghezza del braccio concorre a definire la distanza sella manubrio condizionando in modo particolare la lunghezza della pipa (o attacco manubrio). Inoltre assieme alla flessibilità della schiena concorre a determinare lo scarto sella attacco manubrio.</p>
<p>Misura arto inferiore. La misura del femore (segmento coscia) è la distanza compresa fra l’articolazione dell’anca e l’articolazione del ginocchio. La misura della tibia (segmento gamba) è la distanza compresa fra l’articolazione del ginocchio e l’articolazione della caviglia.<br />
La proporzione fra femore e tibia condiziona l’entità dell’arretramento della sella e probabilmente la lunghezza della pedivella.<br />
Un femore in proporzione più lungo rispetto alla tibia condiziona un maggiore arretramento della sella al fine di permettere al ginocchio una migliore posizione rispetto al sistema movimento centrale pedivella.</p>
<p>La misura della larghezza delle spalle è la distanza che intercorre fra il centro dell’articolazione della spalla destra e il centro dell’articolazione della spalla sinistra.<br />
La larghezza delle spalle definisce la larghezza del manubrio, i cui appoggi alle impugnature dovrebbero essere perpendicolari alle articolazioni stesse.</p>
<p>La misura della larghezza del bacino<br />
La misura della larghezza del bacino, ma più precisamente della sua parte inferiore costituita delle estremità ischiatiche di destra e di sinistra, rappresenta o dovrebbe rappresentare il riferimento fondamentale per la determinazione della dimensione della sella. Le estremità ischiatiche, infatti, rappresentano il primo elemento osseo di sostegno nella posizione seduta. Quando la sella risulta più stretta rispetto ai due punti ischiatici o più larga si perdono le condizioni ottimali di comfort e di efficienza della pedalata, indipendentemente dalle qualità intrinseche della sella (forma, imbottitura, foro centrale ecc.).</p>
<p>La misura del piede del ciclista deve essere rilevata in modo differente rispetto al classico tallone-punta delle dita. La distanza importante per il ciclista è infatti quella che intercorre fra il tallone e la base delle dita (o teste metatarsali) che rappresenta il punto di applicazione della spinta sul pedale. Tale misura è quella che definisce la regolazione delle tacchette della scarpa. Nel caso, non raro, in cui tale misura fosse diversa fra piede destro e sinistro, la regolazione delle tacchette dovrà tenerne conto con una regolazione differenziata sulle due scarpe.</p>
<p>Le dimensioni delle mani sono importanti per definire la scelta della curva manubrio e al fine di attuare la regolazione delle leve freno. La scelta del manubrio e la regolazione della leva freno devono essere attentamente ponderate in caso di mani piccole.</p>
<p>La <strong><em><span style="text-decoration: underline;">flessibilità della schiena</span></em></strong> consiste nella capacità della colonna vertebrale di flettersi in avanti avvicinando le spalle alle gambe e ai piedi. La flessibilità della schiena è determinata sia dal tratto lombare che da quello dorsale. In alcuni ciclisti il grado di flessibilità dei due tratti della schiena è nettamente diverso.</p>
<p>La flessibilità della schiena concorre con la lunghezza del tronco e la lunghezza delle braccia a determinare la dimensione del tubo orizzontale e la distanza fra sella e manubrio; con la lunghezza delle braccia concorre invece a determinare lo scarto fra sella e attacco manubrio.<!--:--></p>
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		<item>
		<title>ALLENAMENTO CON SFR &amp; RFR</title>
		<link>http://blog.velosystem.com/press/allenamento-con-sfr-rfr/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 15:54:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Fagioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[press]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[Bicicletta]]></category>

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		<description><![CDATA[<!--:it-->La forza resistente rappresenta una delle qualità fondamentali per ogni gran fondista. Essa, nello specifico, consiste nella capacità da parte dei muscoli delle gambe di sostenere tensioni elevate di pedalata per un tempo prolungato.<!--:--> <a href="http://blog.velosystem.com/press/allenamento-con-sfr-rfr/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it--><a href="http://www.salutee.com/wp-content/uploads/2010/05/allenamento-bici.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-218" title="allenamento-bici" src="http://www.salutee.com/wp-content/uploads/2010/05/allenamento-bici.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Le fasi della granfondo in cui il ciclista necessita di un buon livello di forza resistente, sono numerose: affrontare salite lunghe e medie, sostenere andature elevate in solitario per un tempo prolungato, affrontare tratti in pianura con vento contrario, sono solo alcuni degli esempi.<br />
Queste e comunque tutte le situazioni in cui la muscolatura sostiene tensione elevata con un ritmo basso di pedalata rappresentano l’ambito di intervento della forza resistente.<br />
Come lascia intendere la definizione stessa, la forza resistente costituisce una qualità atletica derivata dalla sintesi della forza e della resistenza.<br />
La forza muscolare è intesa come la capacità del muscolo attraverso la contrazione di opporsi e superare una forza contraria, nel nostro caso la resistenza del pedale. La massima espressione di forza muscolare del ciclista è rappresentata dalla realizzazione di uno scatto in pianura o in salita o la capacità di superare uno strappo del 15% in salita.<br />
La resistenza muscolare è invece la capacità del muscolo di opporsi o superare una forza contraria in modo continuato o ripetuto per un tempo prolungato.<br />
Da un punto di vista fisiologico, quindi, la forza resistente richiede il supporto sia degli elementi costitutivi della forza e sia di quelli costitutivi della resistenza.<br />
Gli elementi che supportano la forza del granfondista sono il diametro dei gruppi muscolari, il tipo di fibra muscolare posseduto, nonchè la coordinazione intra e inter muscolare, condizionata quest’ultima anche dall’assetto biomeccanico del ciclista sulla propria bicicletta.<br />
Gli elementi che, invece, supportano la resistenza sono la disponibilità di “benzina”, la capacità di smaltire le tossine derivanti dalla contrazione muscolare, e come per la forza, il tipo di fibra e la coordinazione intermuscolare.<br />
In sintesi il granfondista che desideri migliorare le proprie qualità di forza resistenza, dovrà inizialmente migliorare le qualità di forza ottimizzando tono e volume delle masse muscolari e coordinazione intra e intermuscolare, allo stesso tempo dovrà dedicarsi al miglioramento dell’efficienza dei meccanismi energetici, in particolare di quello aerobico, e al miglioramento delle capacità di smaltimento delle tossine derivanti dalla contrazione muscolare.<br />
Per migliorare la forza resistente, quindi, il granfondista, oltre agli allenamenti specifici per questo tipo di qualità, deve creare le basi durante il periodo invernale con un buon lavoro sulla forza e sulla resistenza e sulla ottimizzazione biomeccanica del gesto della pedalata.<br />
I metodi utilizzabili per il miglioramento della forza resistente sono essenzialmente due: le salite di forza resistente(SFR), e le ripetute di forza resistente in pianura (RFR).<br />
Le salite di forza resistente costituiscono un mezzo di allenamento specifico a intensità alternata fondato sull’esecuzione di ripetute allenanti in salita.<br />
Le salite di forza resistenza vengono eseguite su un percorso di pendenza medio alta del 6-9% con frazioni di durata compresa fra i 2 e i 6-8 minuti da ripetersi 6 – 2 volte con un intervallo fra una ripetuta e l’altra di 2 minuti.<br />
Per eseguire la salita di forza resistente il granfondista deve utilizzare la corona grande con un rapporto molto duro<br />
(es. 53x 18-17-16, o 52 x 18-17-16  o 50 x 17-16-15); il ritmo di pedalata utilizzato deve essere molto basso dalle 35 alle 45, massimo 50, pedalate al minuto.<br />
La tecnica con cui deve essere eseguita la pedalata, consiste nel dare continuità alla pedalata concentrandosi a imprimere la spinta nell’ambito più ampio possibile dei 360° con le braccia appoggiate sul manubrio che non eseguono alcuna trazione di supporto alla spinta sui pedali. Ciò comporta la massima localizzazione e concentrazione del lavoro muscolare sugli arti inferiori.<br />
Sotto il profilo metabolico questo tipo di allenamento determina un maggior consumo di zuccheri e un aumento della produzione e dell’accumulo di tossine, in particolare dell’acido lattico.<br />
Le ripetute di forza resistente (RFR) in pianura seguono lo stesso principio e le stessa modalità  di esecuzione. L’efficacia complessiva sull’allenamento della forza resistente è però inferiore rispetto alle salite di forza resistente.<br />
Nelle RFR, infatti, la necessità di mantenere la continuità della propulsione e cioè della spinta è più limitata a causa di un maggior accumulo di energia cinetica che non trova come in salita il contrasto della resistenza della forza di gravità. Anche l’impegno metabolico complessivo, risulta più contenuto a causa di un minor coinvolgimento della muscolatura lombare.<!--:--></p>
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		<title>Team Type 1 sceglie Velosystem Pisa&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 14:15:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Venturi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Andrea Ciacchini del Team Type 1 (USA) che ha scelto la nostra struttura per la posizione in bicicletta.Andrea è stato confermato anche per il 2012 nella nota squadra di oltremanica, che vede come main sponsor l&#8217;importante azienda farmaceutica Sanofia Aventis, &#8230; <a href="http://blog.velosystem.com/senza-categoria/team-type-1-sceglie-velosystem-pisa/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><span style="line-height: 24px;">Andrea Ciacchini del Team Type 1 (USA) che ha scelto la nostra struttura per la posizione in bicicletta.Andrea è stato confermato anche per il 2012 nella nota squadra di oltremanica, che vede come main sponsor l&#8217;importante azienda farmaceutica Sanofia Aventis, e che ha scelto di avere un organico formato da atleti diabetici, per dimostrare ulteriormente l&#8217;importanza di un&#8217; attività sportiva (in questo caso d&#8217;elite) nei confronti di soggetti colpiti da questa patologia.</span></div>
<p><a rel="attachment wp-att-685" href="http://blog.velosystem.com/senza-categoria/team-type-1-sceglie-velosystem-pisa/attachment/andrea-ciacchini/"><img class="alignright size-large wp-image-685" title="Andrea Ciacchini" src="http://blog.velosystem.com/wp-content/uploads/2011/10/Andrea-Ciacchini-525x700.jpg" alt="" width="525" height="700" /></a></p>
<p>Auguriamo ad Andrea un importante 2012 ricco di soddisfazioni sportive dove far sventolare ancora una volta sul gradino piu&#8217; alto del podio il tricolore italiano! Forza Andrea e Forza Italia!</p>
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